Da Il doposcuola

Tenere i bambini lontani dall’informatica è una scelta molto impegnativa, ecco allora un possibile decalogo per gli adulti che vogliono fanciulli “unplugghed”:

  1. Evitare la metropolitana di Torino (è comandata da un computer)
  2. Non usare automobili Euro 1,2,3,4,5 (per non inquinare i moderni motori sono controllati da un computer – chiamato “centralina”)
  3. Non usare automobili con ESP e ABS (la frenata e la sbandata sono controllate da un computer che non si vede ma ci salva la vita)
  4. Non usare imbarcazioni più grosse di un gommone (anche le barche a vela hanno sistemi informatici di navigazione satellitare sofisticatissimi)
  5. Non usare i navigatori satellitari ed il TelePass
  6. Niente TV digitale terrestre e satellitare, niente DVD e niente alte definizione (è tutto “digitale” e compresso con algoritmo informatico)
  7. Niente telefonini, Gameboy, Playstation e Xbox
  8. Niente iPod, Mp3, CD e radio (i dischi sono incisi e trasmessi in digitale)
  9. Niente lavatrice, frigorifero e forni a microonde con display e pulsantini (ammessi solo quelli con le manopole)
  10. Niente acquisti on-line, carta di credito e bancomat in presenza di bambini

 

Una didattica del computer o un computer per la didattica?  

C’è un fatto innegabile: il computer è dappertutto e i giovani utilizzano le nuove tecnologie con disinvoltura.

Rendendoci conto del grande fascino che queste esercitano, ci è sembrato ovvio sfruttare questo strumento per modificare il nostro modo di “fare didattica”: il desiderio di presentare lezioni più accattivanti ci ha permesso di approfondire le potenzialità di alcuni programmi, provarne continuamente di nuovi e abbandonarne altri poco funzionali al nostro scopo.

E’ stato per noi interessante scoprire che il software più comune, generalmente presente su un PC, pur essendo stato creato per un utilizzo “aziendale”, è perfettamente adattabile all’impiego nella scuola per la creazione di presentazioni divertenti e simili a cartoni animati, di schede di lavoro personalizzate alla classe e riccamente illustrate e soprattutto per la progettazione di nuovi percorsi didattici.

 Scoprendo il lato divertente e creativo dello strumento, il naturale passo successivo è stato quello di offrire agli alunni la possibilità di utilizzarlo in modo più attivo ed espressivo rispetto all’uso prevalentemente ludico che ne fanno a casa: non più esclusivamente fruitori di qualcosa fatto da atri, ma progettisti e realizzatori di vere opere multimediali.

Il computer è uno strumento, non dimentichiamolo, come la macchina fotografica, la videocamera, il televisore, con il grande vantaggio che può fondere i singoli usi in un prodotto che li racchiude tutti e inoltre permette veramente a tutti, anche agli alunni in difficoltà, di personalizzare il proprio lavoro e di ottenere risultati gratificanti.

 Vogliamo sottolineare ancora una volta che il computer è uno strumento e che pertanto non ha alcun senso creare l’ora di “informatica” nella quale i bambini vengono addestrati alle “funzioni base” dei programmi: focalizzando l’attenzione sul funzionamento della “macchina” ci si “asservisce” ad essa piuttosto che “piegarla” alle nostre esigenze. Avrebbe senso osservare per ore il funzionamento del carburatore piuttosto che mettersi alla guida dell’auto per fare un bel viaggio?

Romy e Francesca