Errori ortografici

 

 

PER COLPA DI UN APOSTROFO

 

Per colpa di un apostrofo mi son successe cose

a volte solo buffe, altre pericolose.

Di sera ero stanco, volevo andare a letto.

Su un piatto di bilancia mi ritrovai con l'etto.

Perciò guardai in alto: brillava in ciel la luna.

Sentii suonare il tocco: avevo scritto l'una.

Vidi allora le stelle; volevo osservar loro.

Si fecero preziose: brillavan come l'oro.

Adesso prendo il bus - pensai - qui passa certo l'otto.

Dimenticai l'apostrofo, così giocai al lotto.

Chi dice che non serve l'ortografia?

Se sbaglio con gli apostrofi è solo colpa mia.

 

L.Luise, "Nel paese della grammatica"

 

PER COLPA DI UN ACCENTO

Per colpa di un accento
un tale di Santhià
credeva d'essere alla meta
ed era appena a metà.

Per analogo errore
un contadino a Rho
tentava invano di cogliere
le pere da un però.

Non parliamo del dolore
di un signore di Corfù
quando, senza più accento,
il suo cucu non cantò più.

                       G Rodari

 

FILASTROCCA SENZA SENSO

 

Di tutto il giorno dico anche "di tutto il dì"

e questi monosillabi li trovi qui e lì.

Si trovano accentati quando si dice sì

che vuol dire "affermo, son d'accordo così".

Serve ancora l'accento a chi qualcosa dà,

pensa un poco anche agli altri e da solo non sta.

Se conosci qualcuno che vuol tutto per sé

te lo prendi in disparte e gli offri del tè.

Non cercare il senso né la logicità

in questa filastrocca, perchè poca ne ha.

 

L.Luise, "Nel paese della grammatica"

 

LE DOPPIE

 

Quando ci sono le doppie

le lettere si scrivono a coppie.

Due LL sulle tapparelle,

con due PP hai una zappa per zappare,

con due FF una stoffa da indossare,

con due MM una mamma da abbracciare.

Ma la pace ha una C sola che peccato,

per questo è così difficile da conservare.

 

                                  L. Taffarel

Il punto interrogativo

C'era una volta un punto
interrogativo, un grande curiosone
con un solo ricciolone,
che faceva domande
a tutte le persone,
e se la risposta
non era quella giusta
sventolava il suo ricciolo
come una frusta.
Agli esami fu messo
in fondo a un problema
così complicato
che nessuno trovò il risultato.
Il poveretto, che
di cuore non era cattivo,
diventò per il rimorso
un punto esclamativo.

G.Rodari

 

Due sorelline capricciose

Due sorelline capricciose
la signorina B
è la capricciosetta,
superba e vanitosa,
sorella della P.
E tutt'e due... perchè?
Hanno un odio perenne
per la povera N
e dicon: "Via da me!".
Ah, ma che cose strambe!
Voglion la M ognora
perchè questa signora
cammina con tre gambe!
Ed è perciò così
che va sempre a braccetto
o la M con la B
o la M con la P.

Da G. Kierek e D. Duranti - "Nuove letture per un anno"

 

Ladro di «erre»

C'è, c'è chi dà la colpa
alle piene di primavera,
al peso di un grassone
che viaggiava in autocorriera:

io non mi meraviglio
che il ponte sia crollato,
perché l'avevano fatto
di cemento «amato».

Invece doveva essere
«armato», s'intende,
ma la erre c'è sempre
qualcuno che se la prende.

Il cemento senza erre
(oppure con l'erre moscia)
fa il pilone deboluccio
e l'arcata troppo floscia.

In conclusione, il ponte
è colato a picco,
e il ladro di «erre»
è diventato ricco:

passeggia per la città,
va al mare d'estate,
e in tasca gli tintinnano
le «erre» rubate.

G. Rodari

 

  Ali vocali


Gamba qua, gamba là.
Mi presento son la A.
Sono Quercia e sono Re,
la corona mia è la E.
La mia testa fa così
Gioco a palla son la I.
Come Ronfo dormo un po’,
poi sbadiglio son la O.
Io mi arrendo, braccia in su,
e confesso, son la U!


Cecchi - Tognolini, Filastrocche e canzoni della Melevisione, RAI ERI, Roma, 1999